Ingegneri ed esperti It, caccia aperta a 469 mila tecnici

A fine luglio i nuovi contratti segnano +10mila sullo stesso periodo del 2018.

E’ il dato che emerge dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal. La questione aperta è quella delle competenze. Per dirla in breve: mancano sul mercato i profili tecnici. Si stima che da qui al 2022, le imprese italiane avranno bisogno di 469mila tecnici.

Solo a luglio le entrate di difficile reperimento rappresentano il 27% del totale. Le aree a maggior vocazione distrettuale registrano difficoltà più pesanti nel trovare figure in ingresso, in particolare nel Nord-Est (34,9% delle entrate) ed in Toscana (32%). La crisi più forte in questo senso si registra nei comparti industriali quali il metallurgico, la filiera legno-arredo, il settore moda e la meccatronica (rispettivamente nel 50%, 43%, 41% e 39% dei casi), sia i servizi legati all’ICT (46%).

Impossibile trovare figure chiave del settore industriale. Mancano gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche (54,8% dei casi) come pure i tecnici in campo ingegneristico (59,8%) e quelli del ramo telematico e delle telecomunicazioni (55,8%). Le aziende hanno quindi maggiore difficoltà a reperire candidati in possesso di lauree ad indirizzo ingegneristico (48% entrate di difficile reperimento) o diplomi a indirizzo elettronico ed elettrotecnico (47%).

In particolare le aree aziendali maggiormente “scoperte” in cui è costante la ricerca di candidati, risultano essere quella dei servizi informativi (il 51,4% delle entrate risulta di difficile reperimento) e quella della progettazione, ricerca e sviluppo (49,4% dei casi).