“Inclusione, leva di competitività”. Se ne parla a Jobbando 2019

La seconda edizione del Barcamp di Jobbando in programma il 24 ottobre alle 17 nella sala conferenze del Tuscany Hall vedrà la partecipazione di Antonella Falugiani presidente dell’Assocazione Trisomia 21. Ecco cosa ci ha detto sul tema centrale del nostro evento dedicato all’inclusione lavorativa.

Sul fronte del lavoro e dell’inclusione quali sono le attività che Trisomia 21 sta portando avanti? Il lavoro rappresenta per L’Associazione uno dei grandi obiettivi del progetto di vita. L’Associazione propone un progetto di inserimento lavorativo che ha come obiettivo quello di rendere i ragazzi autonomi e competenti all’interno dell’azienda, rispettando sia i bisogni, gli interessi e le capacità dei ragazzi, che le richieste e le esigenze di chi ci contatta per l’inserimento. L’Associazione garantisce la formazione del personale dell’azienda ospitante e il tutoraggio gratuito. Il tutoraggio non è solo rivolto alla persona che verrà inserita, ma anche ai colleghi che avranno modo di entrare in relazione con esso. Questo consiste nell’affiancamento del lavoratore direttamente in situazione fino al raggiungimento della sua completa autonomia. L’Associazione si impegna in campagne per la promozione di una corretta immagine professionale delle persone con sindrome di Down.

Jobbando 2019 ha come tema centrale quello dell’inclusione. Cosa ne pensi? Penso sia importante parlare di Inclusione, soprattutto rispetto all’ambito lavorativo perché da una parte sono ancora tanti i pregiudizi e le paure delle persone, e dall’altra perché il lavoro aumenta la qualità della vita e quindi è importante promuoverlo nel modo corretto. L’inclusione lavorativa si inserisce in un più ampio processo di cambiamento culturale che serve a modificare l’immagine della persona con disabilità intellettiva come persona che può attivamente partecipare alla vita della comunità di appartenenza piuttosto che a essere bisognosa di assistenza/cura. È dimostrato che la presenza di una persona con disabilità migliora il clima lavorativo dell’azienda e di conseguenza migliora la produttività.

Conoscevi Jobbando? Ne avevo sentito parlare come “evento fiorentino” ma non avevo mai avuto la possibilità di entrare in contatto diretto.

Hai qualche consiglio da dare a Jobbando? Solo quello di continuare così perché mi sembra la giusta strada.

Sono tante le aziende che invece di assumere persone con difficoltà preferiscono pagare la multa. A tuo parere perchè? Per certe aziende è ancora difficile pensare che una persona con disabilità intellettiva possa essere “forza lavoro” a tutti gli effetti. Inoltre da parte di alcuni può subentrare il timore rispetto a come relazionarsi e alle possibili criticità che potrebbero sorgere all’interno dell’ambiente lavorativo. Questo timore è giustificato dal fatto che spesso le aziende sono lasciate sole nella gestione dell’inserimento e questo porta a esperienze negative che compromettono poi l’immagine professionale delle persone con difficoltà.

Sul fronte dell’inserimento lavorativo ci sono tante bellissime esperienze in Toscana. Ci puoi parlare di questi casi positivi? Per fortuna, anche grazie al grande lavoro che da decenni stiamo facendo nel territorio, molte aziende stanno rispondendo positivamente e si affacciano a questo mondo con un atteggiamento molto diverso rispetto al passato. Siamo soddisfatti anche perché stiamo sfatando il mito della persona con sindrome di Down associata al mondo della ristorazione e vediamo oggi ragazzi inseriti in importanti aziende, dall’informatica alla pelletteria, nei negozi delle grandi distribuzioni, nelle scuole e presto sicuramente anche nel mondo della moda. Ecco perché, eventi come Jobbando, sono fondamentali per veicolare messaggi positivi e tangibili.